Epistolario di Carmine Montella

Al Colonnello Simmaco de Gennaro,
comandante del distretto militare di Avellino
Avellino: 7 Novembre 1975

Ch.mo Signor Colonnello,
sono il soldato MONTELLA Carmine, del 50° Reparto Servizi. Mi permetto di inviarle la presente lettera, per prospettarle uno stato di cose per il quale chiedo il suo interessamento.
Sto frequentando i corsi abilitanti, presso il Liceo Classico di Avellino, per i quali sono impegnato normalmente ogni lunedì, martedì, giovedì e venerdì, salvo continui spostamenti o recuperi di lezioni o assemblee negli altri restanti giorni, ogni. volta che se ne presenti la necessità.
Essendo impegnato di mattina in caserma e di pomeriggio al corso fino alle ore 18.30 e per la cena fino alle 19.30, non trovo, con tutta la mia buona volontà, il tempo indispensabile per studiare, né la serenità ideale per aprire un libro. In queste condizioni corro un serio pericolo di essere respinto agli esami finali o, per quanto bene mi possa andare, di abilitarmi con un voto basso e inutile. In questo secondo caso è preferibile non abilitarsi per chi ha sempre riportato ottimi voti nello studio e ha profuso tutto il suo impegno nella attività di maestro.
Dopo essermi sacrificato dal 20 maggio c.a. fino ad oggi, sostenendo un ritmo di lavoro, di guardie e di studio veramente stressante e sfibrante, non è giusto che io debba correre di questi pericoli che comprometterebbero il mio futuro di insegnante nella scuola media superiore e farebbero ammuffire la laurea in un cassetto.
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Io non chiedo di essere esonerato dal fare la guardia, perché proprio non vorrei caricare sulle spalle degli amici commilitoni il peso di questo mio servizio. Come richieste minime: 1) vorrei poter avere il permesso giornaliero dalle 14.oo alle 23,00 per quei giorni nei quali sono libero dai corsi (giorni che sono due presumibilmente fino al 16 dicembre p.v. e che potrebbero essere anche più di due dopo quella data); 2) vorrei poter non trovare più continue difficoltà presso il Signor MM. Colaprice, il quale mette sempre in dubbio la mia frequenza dei corsi e tutte le volte trova difficoltà nel concedermi il nulla-osta sul permesso, costringendomi quasi a mendicare la sua firma, fingendo di ignorare in tal modo le vive raccomandazioni che il Signor Colonnello Igino Zucchi gli fece, allorquando egli era Comandante del Distretto in s.v.
Se lei, Signor Colonnello, può aiutarmi anche con altre soluzioni che io in verità, in questo momento, non saprei né intravedere né comunque suggerirle, le sarò grado.
Rimettendomi alla sua comprensione, al suo senso di responsabilità e alla sua onestà che ha dimostrato di possedere in modo inequivocabile, chiudo questa lettera, non senza porgerle prima il mio ringraziamento per il suo intervento.