Opere di Carmine Montella

Don Pasquale, sindaco

Baiano 1989

Primo premio Concorso internazionale di arte e letteratura "Città di Avellino" -
IV Edizione
- Sezione: "Narrativa e teatro inedito"

A mia madre.
"Ti ho amata in vita.
Ora di più!"

Riservati tutti i diritti dell'opera. Vietate la duplicazione e l'utilizzazione per pubblica esecuzione senza l'autorizzazione dell'autore.

Per l'uso della lingua napoletana ho seguito la "Grammatica del dialetto napoletano" di Pirro Bichelli, Edizioni "Pegaso" Bari del 1974, il testo più completo in materia.
Per quanto io ne abbia fatto uno studio approfondito e meticoloso, è possibile la presenza di qualche errore dovuto alla difficoltà del linguaggio dialettale e alla complessità della sua grammatica.
E' possibile anche che il lettore possa non condividere delle scelte da me operate, a causa delle diverse sfumature del dialetto napoletano parlato nelle varie località della provincia e della effettiva pronunzia delle parole.
La contrazione di alcuni suoni può essere espressa in due o più modi. Io ho adottato indifferentemente l'una o l'altra soluzione per offrire una esemplificazione ortografica più ampia.

I N T R O D U Z I O N E

"DON PASQUALE, SINDACO" è la storia di un Sindaco in lotta contro le forze del male,che vogliono impedire la costruzione di un centro polifunzionale, su un terreno che esse vorrebbero destinare, ad ogni costo, alla realizzazione di un complesso edilizio ultramoderno.
Il Sindaco, invece, desidera offrire alla cittadinanza una struttura polivalente per l'organizzazione del tempo libero, che possa fare emergere le potenzialità culturali di cui è ricco il paese.
La storia vuole lanciare un messaggio, vecchio quanto il mondo ma sempre attuale, perché i valori non hanno tempo.
NON BISOGNA ARRENDERSI DI FRONTE ALLA PREPOTENZA, MAI, specialmente quando l'obiettivo, per il quale si lotta, è il raggiungimento di un bene comune.
Ci possono essere momenti di crisi, di scoraggiamento; ma bisogna avere la forza di continuare, per difendere i propri sogni ispirati da sani principi.
La paura di don Abbondio, minacciato dai bravi di don Rodrigo, si è ripetuta troppe volte nella storia dell'uomo, vittima dell'uomo suo simile che vuole sopraffare il debole con la forza e non con la ragione.
Don Pasquale si propone, come esempio in positivo, contro la corruzione che si insinua negli ingranaggi del potere, indebolendo la democrazia.
Da solo può fare poco. Aiutamolo a combattere il male, per il bene della società.


L'azione si svolge nella casa dell'avv. Pasquale Montuori, in una camera d'ingresso che disimpegna tutte le altre stanze, arredata in modo sobrio.
L'ingresso comune è in seconda quinta a sinistra, delimitato da un vano con arco a tutto sesto e da una paretina lunga circa un metro. Dalla comune si intravede una specchiera a muro, con due mensole di frassino ed un attaccapanni con tre grucce nere. Sulla mensola sono stati disposti fiori e ninnoli vari.
Sulla parete a sinistra, in prima quinta, un grande quadro sovrasta un divano a tre posti. Alla paretina dell'ingresso, adiacente al bracciolo del divano, sono appesi con cura tre quadretti d'autore, artisticamente realizzati a mano su lamina d'oro e incorniciati con legno naturale.
Sulla parete di fondo, una finestra, seminascosta da una tenda di lino a muro, dà sulla strada ed offre la vista delle montagne in lontananza. Sotto il davanzale è collocato un radiatore del riscaldamento color sabbia. Ai lati della finestra sono appese alla parete alcune fotografie artistiche.
In seconda quinta a destra, c'è una lussuosa credenza, con due ante laterali, con un corpo in aggetto nella parte centrale e due ripiani a giorno, sui quali si intravedono bottiglie di liquore.
Sulla credenza ci sono: una foto incorniciata, un portaoggetti in vetro ed un vaso pieno di fiori di stagione. Più in alto sulla parete è fissata una mensola di frassino con trofei, libri e fiori che cadono a pioggia.
Sulla parete a destra, dopo la credenza, un vano porta in cucina. Tra il vano ad arco ed il vano della cucina, è appeso un orologio a muro.
In primo piano, tra il divano e la cucina c'è un tavolo rotondo di legno pregiato intarsiato a mano, con unico piede centrale, con tre sedie tutt'intorno.

PERSONAGGI
(in ordine di apparizione)

FRANCO (Amico di don Pasquale)
ORAZIO (Giardiniere di famiglia)
MARIUCCIA (Figlia di don Pasquale)
DONNA CONCETTA (Moglie di don Pasquale)
DON PASQUALE MONTUORI (Sindaco)
ING. PORCELLI (Faccendiere)
CARMELA (Fruttivendola)
PEPPINO (Amico di Mariuccia)
NICOLA (Amico di Mariuccia)
ANGELINA (Mamma di donna Concetta)
MAESTRA
SCOLARI
MEDICO

(Ogni riferimento a persone e cose, esistenti o esistite, è puramente casuale)
Atto Primo Atto Secondo Atto Terzo